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Il sublime non persuade, folgora.

― Anonimo del Sublime

Si potesse tenere stretto il sublime!

― Friedrich Nietzsche

Il fuoco della prima edizione di Ultracinema Art Festival è un cinema ossimoro ergo sublime: terribile meraviglioso.

Cinema che della bellezza manifesta il volto belluino.

Cinema dei luoghi orridi irradianti: cinema deserto, cinema vulcano.

Cinema degli abissi: nelle profondità marine e siderali si fa il pediluvio e lo shampoo.

Cinema dove il sublime è superamento verticale del limite (limen) che non teme d’imbrattarsi nel fango (limus).

Cinema dove il sublime sta all’estetica come il sacro sta alla religione: mistero tremendo e fascinazione.

Cinema di frontiera, cinema polveriera: si sconfina e si salta in aria che è una bellezza.

Cinema naufragio e flipper, cinema d’estasi ed enstasi, cinema oculare e aurorale, cinema fosforo e sogno, cinema blues e free.

Cinema attrito come Giuseppe Ungaretti: come la misera barca, come l’oceano libidinoso.

Cinema metro, vertiginoso, dello smisurato.

Cinema riflesso sfacciato della mia faccia sbocciata.

Cinema che squaderna, tra l’autore e lo spettatore, una zona salvifica d’insicurezza.

Cinema spacco: il tragico si apre per secernere il comico.

Cinema ultratragico e ultracomico.

Cinema pozzanghera che riflette il cielo, cinema cielo che gronda lacrime rane diamanti cherubini stronzi…

Cinema origine del mondo nella zampa di gallina nel volto di chi amiamo.

Cinema sequestro di persona consenziente: cine-sindrome di Stoccolma.

Cinema come l’uomo secondo Nicanor Parra: salsiccia di angelo e bestia.

Cinema contravveleno per stomaci forti e anime delicate.

Cinema dell’abbacinamento.

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ULTRACINEMA ART FESTIVAL